Storia delle sopracciglia: dagli anni ’20 ad oggi, com’è cambiato lo sguardo delle donne

di Valentina Grispo / 25 novembre 2014

Quando si parla di moda la nostra mente fa un’associazione immediata e automatica a capi d’abbigliamento e accessori, ma la moda intesa come tendenze che influenzano determinati periodi storici e decenni, riguarda anche la bellezza.

C’è un preciso motivo per cui non andremmo mai in giro truccate come le nostre mamme negli anni ’90 o con i capelli effetto leonessa delle teenager anni ’80. Come le acconciature e il make up, anche le sopracciglia hanno attraversato diverse fasi e sono state soggette alle influenze della moda di ogni epoca.

Il nostro viaggio nel tempo non può che partire dai primi decenni del ‘900, quando specie negli anni ’20 le donne, basti pensare ai film muti,  erano solite disegnare l’arco sottilissimo tendente al basso, forma che conferiva a tutte uno sguardo malinconico e triste. Le sopracciglia negli anni ’30 continuano ad essere portate molto sottili, ma stavolta l’effetto non era triste ma altero e superbo, alla Marlene Dietrich, per intenderci.

La prima comparsa delle sopracciglia da ali di gabbiano è negli anni ’40, quando Rita Hayworth ed il suo sguardo curato con le sopracciglia esasperatamente sottili,  fanno stragi di cuori. Bisogna però attender gli anni ’50 per vedere delle sopracciglia più folte, l’icona di questo stile è la mitica Audrey Hepburn, che con la sua eleganza innata contribuì a diffondere la tendenza più “nature”.

Negli anni ’60 si fa però di nuovo retromarcia, si torna alla forma arcuata, sono gli anni della minigonna, della femminilità riscoperta e di Twiggy, indiscusso simbolo di quegli anni che le sopracciglia le portava ad arco dalla forma perfettamente definita con la matita.

Siamo arrivati agli anni ’70, gli anni della contestazione, dell’amore libero del peace & love, del fate l’amore non fate la guerra e le sopracciglia risentono del clima “libertino”,  le ragazze portano pantaloni a zampa d’elefante, camicie dalle stampe floreali e sopracciglia naturali ma curate.
Un esempio su tutte? Quelle di Lauren Hutton. Negli anni ’80 ci si fa prendere un po’ la mano con il concetto di naturalezza e le sopracciglia vengono lasciate selvagge, incolte, Madonna è wild & sexy, piace e detta tendenza.

Come risvegliate da un lungo torpore, con l’arrivo degli anni ’90 le donne si rendono conto naturale= sciatto e allora armate di pinzette iniziano a far pulizia, sfoltendo le sopracciglia in maniera quasi maniacale, torna l’ala di gabbiano perfettamente disegnata che apre lo sguardo, sì ma talvolta eccede nell’artefatto.

Il nuovo millennio per fortuna vede un ritorno per le sopracciglia ad una forma più naturale, nel 2000 chi le ha sfoltite troppo si trova a fare i conti con i danni di sopracciglia poco folte e rimedia con l’uso della matita, l’ossessione per le sopracciglia “tutte a posto” si allenta e si opta per quel finto non curato che in realtà è accuratamente pianificato allo specchio.

La strada è spianata per lo stile Cara Delavingne, con sopracciglia folte, spesse, protagoniste del viso e volutamente più marcate.

Per fortuna esistono gli eyebrow kit di Pupa.

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